Le immagini e l’immaginario

Fin dall’inizio, fin dagli anni Sessanta del secolo XIX il racconto dell’Italia unita si è andato costruendo su immagini. Fotografie, dipinti, “tabelloni di scena” usati dai cantastorie che andavano narrando le gesta degli eroi risorgimentali nei villaggi più sperduti della

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Le immagini e l’immaginario

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Il processo che ha cambiato il racconto del novecento

L’8 agosto del 1945 a Londra le principali potenze alleate siglano la nascita del Tribunale militare contro i crimini di guerra. Un tribunale nel quale, per la prima volta nella storia, siederanno sul banco degli imputati i responsabili ideologici e non soltanto

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La scuola buona, a cinquant’anni da Lettera a una professoressa

A questo punto mi occorre spiegare il problema di fondo di ogni vera scuola. E siamo giunti, io penso, alla chiave di questo processo perché io maestro sono accusato di apologia di reato cioè di scuola cattiva. Bisognerà dunque accordarci su

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Guido Rossa, gli anni Settanta e il terrorismo

19 luglio 2016 Gli anni Settanta sono sicuramente il decennio più saccheggiato dai nostri giornalisti per questioni probabilmente anagrafiche: o li hanno vissuti, o li hanno sognati, comunque spuntano sempre per paragoni più o meno discutibili. Il decennio più lungo

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Sessant’anni da Marcinelle

8 agosto 1956. Il cielo è limpido sul distretto minerario di Charleroi. Lì dove piove sempre e il grigio è ormai il colore che avvolge tutto, quell’azzurro suona come un augurio di qualcosa di nuovo, di qualcosa di buono. Ma

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Lettera aperta a un giornale della sera sul 25 aprile

Caro Marco Cianca, leggo il tuo articolo sul 25 aprile mentre, in treno, sto andando a Marzabotto. Ho deciso infatti di trascorrere lì, quest’anno, il giorno della Liberazione. L’ho deciso per tanti motivi, non ultimo il fatto che a Monte

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Poteri oscuri e lampi di luce

«Un rilevante atto terroristico proietta il suo peso sui principali eventi dell’agenda politica, caricandoli dei significati generati dall’atto criminale […] L’eco del boato è tutto ciò che lascia l’esplosione dopo il suo scoppio». Non macerie, visibili, ma un’eco, intangibile, invisibile

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